Le piccole imprese devono poter ottenere un credito con pochi clic e in tempi brevi: è questa l'idea alla base di Kamuno, la prima società affiliata della Banca Cantonale di Uri. L'azienda è stata fondata già in primavera. Giovedì sera, rappresentanti della politica e dell'economia sono stati informati in un contesto informale. Hanno anche potuto assistere a una dimostrazione della piattaforma, disponibile in versione beta. È stato mostrato, ad esempio, come una falegnameria possa inoltrare in pochi minuti una richiesta di credito di 45’000 franchi. L'obiettivo della piattaforma è permettere agli imprenditori di presentare una richiesta di credito comodamente dal divano. Sono necessari alcuni documenti, come bilanci e giustificativi. Il software è però collegato anche al registro di commercio e carica autonomamente determinate informazioni. Con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, nei primi 5 minuti la piattaforma è in grado di fornire una valutazione sul merito creditizio dell'azienda e sull'importo che rientra nelle sue possibilità.
Con le regole della UKB
Come hanno spiegato i co-sviluppatori Roger Twerenbold e Régis Lehmann, in seguito il software potrà anche concedere crediti in modo automatizzato. Hanno però sottolineato che i criteri sono gli stessi che la UKB applica oggi «a mano». Sono già state programmate da 100 a 120 regole, e gli sviluppatori ne aggiungono continuamente di nuove. Inoltre il software apprende autonomamente e con il tempo potrà decidere in modo sempre più automatizzato.
Il CEO della UKB Christoph Bugnon crede in un grande potenziale. «Le PMI sono la spina dorsale dell'economia svizzera», ha dichiarato. In Svizzera 600’000 aziende rientrano in questa categoria. Kamuno intende specializzarsi soprattutto nelle aziende più piccole con da due a nove collaboratori, ovvero le piccole imprese. «Questo segmento non è interessante per le banche più grandi», afferma Bugnon.
La semplicità è unica
Tramite la piattaforma verranno concessi crediti nell'ordine delle cinque cifre fino alle sei cifre più basse. Attualmente è previsto un massimo di 250’000 franchi. Finora la verifica di tali richieste di credito comportava per le banche un notevole dispendio, rendendo i processi lenti e complicati – motivo per cui molte aziende non chiedono nemmeno un credito alla banca. Il tratto distintivo di Kamuno è la semplicità, ha spiegato Bugnon. La Banca Cantonale di Uri detiene il 70 per cento di Kamuno, mentre il 30 per cento è suddiviso tra i membri del management, di cui non fanno parte collaboratori della UKB. Il CEO Christoph Bugnon ne è tuttavia presidente del Consiglio d'amministrazione in virtù della sua funzione. Egli andrà in pensione il prossimo anno. Secondo Bugnon, il suo successore dovrebbe assumere anche il mandato nel Consiglio d'amministrazione. Lo sviluppo di Kamuno costa 5 milioni di franchi. Il denaro è stato destinato principalmente allo sviluppo della piattaforma. L'investimento in Kamuno non ha alcun effetto negativo sulla distribuzione degli utili della UKB – una voce di entrata importante nel bilancio del Canton Uri, ha assicurato il CEO. Al contrario: a lungo termine la società affiliata potrebbe persino stabilizzare le finanze della UKB. Kamuno tuttavia non beneficia della garanzia dello Stato, ha sottolineato Bugnon. Non da ultimo, la società affiliata crea anche posti di lavoro altamente qualificati nel Canton Uri. Attualmente questi si trovano nel «biotopo dell'innovazione» nella sede principale della UKB presso la stazione cantonale. Ma perché la UKB ha creato una nuova azienda?
Crescita per l'indipendenza
«La Banca Cantonale di Uri deve rimanere indipendente almeno per i prossimi 10-15 anni», ha spiegato il presidente del Consiglio di banca Heini Sommer. I margini d'interesse si sono tuttavia ridotti, mentre i costi aumentano, ad esempio nel settore informatico. Al tempo stesso, la crescente digitalizzazione genera anche maggiore concorrenza sul mercato. «La nostra strategia è quindi quella di crescere.» Da un lato nel mercato tradizionale, dall'altro la UKB vuole però anche «sviluppare nuovi ambiti di crescita», come ha spiegato Heini Sommer.
«La crescita non deve però avvenire a qualunque prezzo, bensì in modo ponderato e passo dopo passo», afferma Sommer. Ciò non significa che vi sia una «propensione al rischio»; al contrario, il budget è stato allestito con grande prudenza. Per il momento la piattaforma viene testata con «friends and family», come si sono espressi i relatori. All'inizio dell'anno seguirà una fase pilota, mentre l'espansione controllata è prevista per aprile. L'obiettivo è realizzare utili a partire dal 2027.
